Yoga · Lavoro · Ricerca personale

Agire sul corpo è già agire sul mondo

Il modo in cui percepisci e regoli il corpo cambia il tuo equilibrio e le tue relazioni.

Yoga, osservazione e neuroscienze
per lavorare su schemi automatici, attenzione e comportamento.

insegnante-di-yoga

HAI IL CORAGGIO DI FERMARTI?

Mi piace soffermarmi sull’origine delle parole, perché le parole allargano il mondo.
“Coraggio” viene dal latino cor, cordis, cuore: disposizione dell’animo.
“Fermarsi” deriva dal latino firmare: rendere stabile, rendersi saldo.

Hai il coraggio di fermarti?
Hai la disposizione interiore per renderti stabile?

Per me questa domanda è già yoga:
ascolto, orientamento, stabilità.
Da qui prende forma il mio lavoro.

Sono farmacista e insegnante di yoga e yogaterapia.

Negli anni ho osservato sempre più da vicino come il corpo possa diventare il luogo in cui mente, esperienza e ambiente si incontrano.
Attraverso pratiche corporee, respirazione, meditazione e riflessione critica esploro questa relazione tra corpo, mente e contesto.
Chiamo questo approccio regolazione neurocorporea: un percorso che parte dal corpo per sviluppare maggiore consapevolezza e autonomia di sé e di pensiero.

Percorsi individuali e di gruppo

Formazione e pratiche sul luogo di lavoro

Neuroscienze, filosofia e studio

Orario delle lezioni

Le lezioni di yoga si svolgono presso lo Studio Medico Fisioterapico Enrica Lazzereschi, Viale Italia, 2/6 a Castelfranco di Sotto (Pisa).

*POSTI LIMITATI*

 

Vi invito a contattarmi per informazioni e prenotazioni.

Possiamo iniziare conoscendoci, per comprendere insieme il percorso più adatto.

Lunedì

09.00-
10.00

Yoga

16.00-
17.00

Yoga

17.30-
18.30

Hatha
Yoga

19.00-
20.00

Yoga

giovedì

09.00-
10.00

Yoga

10.30-
12.00

Hatha
Yoga

16.00-
17.00

Yoga

17.30-
18.30

Yoga
Terapeutico

19.00-
20.00

Yoga

sabato

09.00-
10.00

Yoga

puoi scegliere anche:

Lezioni di yoga online

Le lezioni di yoga online permettono di seguire la pratica da casa con continuità e supporto.

Lezioni private

Lezioni di yoga individuali, con sessioni adattate a esigenze e obiettivi personali.

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Il Metodo

Ciò che chiamo regolazione neurocorporea è un approccio che integra pratiche somatiche,
contemplative e riflessive nel rapporto continuo tra corpo, mente e contesto.
Si fonda su un uso consapevole del corpo che, da un lato, favorisce una maggiore autonomia e consapevolezza fisica e, dall’altro, rappresenta una porta di accesso per intervenire a livello mentale e comportamentale.
Integro l’insegnamento dello yoga — ispirandomi agli otto rami dello yoga descritti da Patañjali — con movimenti funzionali e principi delle neuroscienze contemporanee, in una prospettiva che mette in relazione corpo, mente e ambiente.
Si sviluppa come percorso di crescente consapevolezza e autonomia personale.
Continua a evolversi attraverso l’esperienza pratica, la ricerca scientifica e il lavoro con gruppi di lavoratori e studenti, con l’obiettivo di esplorarne l’applicazione in contesti organizzativi sempre più complessi.
Per comprenderne meglio l’applicazione, è utile soffermarsi su tre dimensioni profondamente interconnesse:

1. Il corpo - fondamento operativo

Il lavoro sul corpo è oggi fondamentale.
Sia in yogaterapia, che con i gruppi di lavoratori, emergono spesso tensioni e limitazioni fisiche strettamente correlate a stati psicologici.
Il corpo è frequentemente trascurato nei suoi bisogni primari — movimento, allineamento, ascolto — traducendosi in disturbi posturali diffusi e in condizionamenti mentali connessi a stati dolorosi più o meno intensi e limitanti.
Ritornare al corpo è il primo passo per ristabilire una maggiore autonomia personale e per riconoscere che si sta trasformando anche qualcosa di più sottile: il modo in cui possiamo intervenire su noi stessi.
Le neuroscienze descrivono questo dialogo continuo tra corpo e mente attraverso processi bottom-up (dal corpo alla mente) e top-down (dalla mente al corpo).
Lo yoga offre una modalità completa di lavoro sul corpo, permettendo nel tempo di agire sulle tre dimensioni fondamentali dell’attività fisica: mobilità, forza e flessibilità.
Un elemento centrale nel processo di consapevolezza corporea è il respiro.
Attraverso una guida attenta del respiro nel movimento — o in momenti specifici di ascolto e integrazione — l’individuo sviluppa una maggiore capacità di muoversi nel proprio corpo senza dolore, di creare spazio nelle zone più tese attraverso il flusso respiratorio e di orientare la propria pratica in modo consapevole, rispettando le esigenze del momento.

2. Neuroscienze e scienze contemplative - allenare la mente

Negli ultimi anni le neuroscienze stanno iniziando a riconoscere qualcosa che le tradizioni contemplative osservano da secoli: la mente può essere allenata.
Le scienze contemplative nascono proprio dall’incontro tra ricerca scientifica e pratiche di osservazione della mente sviluppate in tradizioni come lo yoga e la meditazione vipassanā.
Nella pratica dello yoga, il riconoscimento delle tendenze mentali, delle fluttuazioni del pensiero e la capacità di orientare l’attenzione rappresentano elementi centrali di questo allenamento.
Le neuroscienze contemporanee stanno iniziando a documentare correlazioni tra queste pratiche e modifiche nei processi neurali e nei sistemi di regolazione dello stress, contribuendo a spiegare il crescente interesse scientifico verso queste discipline.
Come tutte le capacità che richiedono allenamento, anche queste si sviluppano attraverso pratica e continuità nel tempo.
La dimensione più trasformativa emerge quando la meditazione diventa un’osservazione sistematica dell’esperienza.
Questo permette di notare, con sempre maggiore precisione, ciò che accade nel momento presente: sensazioni corporee, emozioni, pensieri e reazioni automatiche.
Con il tempo diventa evidente qualcosa di molto importante: gran parte della nostra vita mentale è guidata da automatismi e schemi appresi.
Questi schemi sono spesso adattivi e protettivi — ci permettono di orientarci nel mondo — ma possono anche irrigidirsi e condizionare il modo in cui percepiamo, reagiamo e prendiamo decisioni.
Le pratiche contemplative introducono allora uno spazio fondamentale: la possibilità di osservare questi processi mentre accadono.
Quando questo accade qualcosa cambia: non siamo più completamente identificati con gli automatismi della mente e diventa possibile orientare con maggiore consapevolezza pensieri e comportamenti.
Questo passaggio rappresenta uno degli aspetti più rilevanti della pratica contemplativa applicata alla vita quotidiana.

3. Il contesto - ruolo e relazioni

Se il corpo e la mente sono profondamente interconnessi, lo sono anche con l’ambiente in cui viviamo.
Le neuroscienze relazionali mostrano come la mente non sia un fenomeno puramente individuale.
Il neuropsichiatra Daniel Siegel la descrive come un processo emergente che nasce dall’interazione tra cervello, corpo e relazioni.
Questo significa che il modo in cui pensiamo, reagiamo e ci comportiamo non dipende solo dalla nostra storia personale, ma anche dai contesti in cui siamo immersi.
Ritmi lavorativi, aspettative sociali, modelli culturali e linguaggi organizzativi contribuiscono a
modellare i nostri automatismi mentali tanto quanto le esperienze individuali.
Il lavoro sulla consapevolezza riguarda dunque anche il rapporto tra individuo e ambiente.
I luoghi di lavoro rappresentano oggi uno dei contesti in cui questa relazione diventa
particolarmente evidente. Studi internazionali e dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità
mostrano come stress lavorativo, sovraccarico cognitivo e pressione decisionale influenzino
profondamente la salute fisica e mentale.
Per questo credo che sia importante intervenire direttamente anche in questi contesti.
Nel mio lavoro con gruppi di lavoratori ho osservato come pratiche di regolazione neurocorporea possano aiutare a ristabilire spazi di attenzione, presenza e ascolto del corpo, favorendo una maggiore leggerezza fisica, una crescente capacità di osservare i propri stati mentali e una regolazione più stabile del respiro e dell’ansia.